Perchè la Gioia è un'arte

...ed in quanto tale richiede attenzione costante e tanta, tanta pratica

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Caro blog

Splinder mi fa gli scherzi ultimamente. Pubblico un post che poi non mi fa vedere, da qualche parte c'è, gughelrider lo fidda ma nessuno lo legge. Forse s'è offeso un po' che ultimamente la trascuro, ma non me ne voglia Sig. Blog, è un periodo strano dove se da una parte affido sempre meno pensieri e sfoghi a lei, dall'altra esploro i socialcosi e mi spingo addirittura agli incontri vis-à-vis.
Sono passati un paio d'anni da quando ho aperto questo spazio (ha ragione, mi scusi ho anche dimenticato il suo compleanno). Ho già detto più volte che iniziare a scrivere qui ha coinciso con un momento particolare, con un punto doloroso messo dopo anni di tira e molla e di incomprensioni. Qualcosa finiva, qualcos'altro iniziava. Oggi nascondo pensieri ed emozioni proprio a chi tempo fa volevo li leggesse, per forza di cose, perché deve essere così, anche se si fa un po' di fatica ad accettarlo. Quello che non mi aspettavo è che anche in the net ci si abituasse a piccole cose, ci si affezionasse alle persone. Un saluto mattutino, uno scambio di battute, l'attesa per una risposta, o per un pallino che da grigio diventa verde. Piccole azioni quotidiane diventate un punto fisso come il caffè del mattino. E fa strano non dover aspettare più nulla. Sì le sembrerà ridicolo e magari un po' di ragione ce l'ha anche lei, è ridicolo, che vuole che le dica, non ci credevo nemmeno io. Eppure proprio come in the real life quando le cose cambiano ti devi riabituare. Nell'elenco dei messaggi che arrivano, quel nome prima sempre in alto, piano, piano sparisce dalla prima pagina e resta indietro, portandosi con sè parecchie cose. 
Più di tutte emerge una banale verità: le parole sono soltanto parole e nella maggior parte dei casi non corrispondono alla realtà dei fatti e dei sentimenti. Le persone, chissà poi perché, non dicono quasi mai quello che sentono davvero, finchè non si ritrovano a dover fare i conti per forza e sono costretti a scoprire le carte. Si dicono tante cose per carineria, per ruffianeria, per attirare l'attenzione o al contrario per allontanarla, ma se quelle parole non sono accompagnate da uno sguardo, da un'azione, tali restano, parole. E non ci si metta anche lei, lo so che c'era da aspettarselo, ma quando il "me lo dovevo immaginare" diventa "è così, punto", ci si resta male, poi mi dia pure dell'idiota non mi offendo, anzi me lo dico da me. Fatto sta che anche questa rete ultimamente mi sta un po' stretta, un po' perchè non sono brava a limitarmi e a fare la diplomatica, un po' perchè next time, semmai ci sarà una prossima volta, sarà per forza di cose diverso. No, no stia tranquillo non le attacco un pippone su quanto si rimanga feriti e sfiduciati verso il genere umano tutto, perchè poi in realtà non è così e non è questo il punto. Ma la prima volta, in tutto anche nel web, è quella più spontanea perchè c'è la novità, il non conoscere le conseguenze, gli ostacoli, tutti gli aspetti negativi della situazione. Te la vivi per come viene, senza un termine di paragone, un confronto con un'esperienza precedente ecc, ecc. Ingenuità dice? Forse, ma direi più genuinità, almeno per quanto mi riguarda.
Ora mi ritrovo nella situazione del se non vedo non credo (non che mi riesca difficile, teoria già ampiamente applicata alla "vita reale") però non è bello. Si perde un po' in spontaneità non trova? Sì, sì lo so non ci si deve mai aspettare nulla, tantomeno in una situazione assurda, quasi ridicola oserei dire, come questa. Ma che ci vuole fare? Sono un essere umano anch'io e come tale imperfetto, ed ho la capacità di ficcarmi nelle situazioni più nebulose. E' che ogni tanto me lo dimentico, soprattutto quando individuo uno spirito affine, ma questa è un'altra storia.
E' un post inutile questo? Dice? Ma no, va segnato sul calendario invece, alla voce "Mod ricorda bene" così magari in futuro non ci si ricasca.
...a ripensarci ha ragione lei, non serve, so che non accadrà di nuovo. Allora facciamo che ce lo teniamo per sugellare una fine? Vogliamo metterla così?
Mi stia bene e non si offenda; lo vede che ogni tanto ripasso ad aggiornarla? Ancora non l'ho dimenticata devo prima finire di dimenticare altre cose.
La saluto.
Mod

ora mi raccomando, me lo pubblichi tra un paio di giorni anche questo eh

postato da: Modesta alle ore 17:09 | link | commenti
categorie: punti di vista, stati emozionali
21/06/2009

Solstizio

Cambia il vento. La ruota continua a girare. E' di nuovo estate.

postato da: Modesta alle ore 02:44 | link | commenti
categorie: prima di andare a dormire
19/06/2009

Ok mi sforzerò

Preferisco il lato oscuro delle cose”, dice l’attrice Janeane Garofalo. “Per me il bicchiere è sempre mezzo vuoto. E incrinato. Mi taglia il labbro e mi spezza un dente”. Ti consiglio, Acquario, di evitare un atteggiamento simile nei prossimi giorni. Secondo la mia analisi dei presagi astrali, la realtà sarà più malleabile del solito e assumerà la forma delle tue aspettative. Perciò, Acquario, sforzati di vedere un bicchiere elegante, intatto e mezzo pieno di una bevanda squisitamente salutare.

Brezsny

postato da: Modesta alle ore 12:46 | link | commenti
categorie: oroscopo
16/06/2009

Chiacchiere a caso senza importanza

E' un periodo di stanca. Arrivano input, segnali, inviti ma io resto qui che annuso e mi guardo intorno. Non cerco di essere brillante, non vado a caccia di consensi di nessuna natura. Sto. E non c'entrano delusioni, mancanze, aspettative disattese. No, quelli sono solo normali incidenti di percorso. Sarà l'estate, il caldo, che ogni anno che passa sopporto sempre meno. Ogni tanto arrivano buone notizie davvero inaspettate a colorare le giornate. Cazzeggio sui vari socialcosi e mi rendo conto che sto ben lontana da qualsiasi discussione seria possa aprirsi. Questo blog giace in attesa di un colpo di vitalità, che non mi viene niente da scrivere, o magari mi verrebbe pure ma mi sono intrappolata da sola. Non posso più scrivere qualsiasi cosa pensi. Non ora almeno.
Di recente ho passato un weekend fuori e mi sono ritrovata nel ruolo di aliena partecipativa. Ho interagito, parlato, riso, scherzato. Ma la mia testa era altrove e a dirla tutta mi sono anche annoiata un po'. Ho guardato il mondo da un oblò ma non è servito. Circondata da un panorama mozzafiato avrei mollato tutti e mi sarei andata a fare una bella passeggiata, però si è messo a piovere, quindi ho continuato a far finta di partecipare. In compenso ho mangiato quintali di carne alla brace e bevuto litri di vino. Tutte 'ste coppiette iniziano a darmi fastidio.
Ho assistito alla coalizione di donne inviperite contro la single bella figa di turno e mi sono sentita a disagio. Io ero immune al veleno solo perchè parte del gruppo, ma mi stava più simpatica la single figa. E voi donnine che fate i taglia e cuci solo per gelosia state male, fatevelo dire.
Da animale sociale che ha bisogno di esprimere, condividere, parlare mi stupisco della costante ricerca di silenzio. Mi sento un po' snob ma mi annoiano le chiacchiere fatte tanto per passare il tempo camuffate da conversazioni serie. Ecco allora che entrano in gioco i socialcosi, che lì posso cazzeggiare trenta secondi e poi disinteressami completamente al resto della conversazione che tanto nessuno si offende.
Ogni tanto qualcuno mi punzecchia e affonda la lama. E lo so che ha ragione, ma io ho i miei tempi. Sono una gran rompiscatole, ma non giudico mai nessuno e non punto il dito. Mi arrabbio ma mi passa subito. Sapere che c'è chi si prende la briga di fare le pulci alle mie storie sentimentali (alle mie spalle, oltretutto) mi infastidisce un po'. Un amico non giudica, semmai si incazza se non è d'accordo e te lo dice, ma non giudica mai. E soprattutto chi ha il diritto di parlare di una relazione di coppia? Solo i due diretti interessati sanno davvero come sono andate le cose quindi non fatemi girare le palle per favore e fatevi gli affari vostri. E poi cacchio è passata una vita ma saranno fatti miei se sono single o devo venire a spiegarlo a voi?
Intanto il parco bambini si allarga e continuano ad arrivare notizie di pance piene e papà terrorizzati. Sì, sì tanti auguri a tutti, ma mi sa tanto che devo cambiare compagnia che a me pure 'sta storia della zia me piace poco.
Speravo di poter partire quest'estate ma una serie di spese impreviste tra aprile e maggio mi hanno ricordato che non guadagno quanto un amministratore delegato e quindi boh, non si sa, mi sa di no, ma con chi?
Basta che c'è la salute, dicono così. Ieri sera dimentico completamente la disinfestazione, non chiudo finestre, non copro alimenti e stendo pure i panni. Così, per non farmi mancare nulla. Ancora respiro, a quanto pare. Devo avere qualcosa di felino oltre al sengo zodiacale cinese, ma se faccio un rapido conto mi sa che me ne sono rimaste poche di vite.
E poi ci sono loro, l'ommini. Che mi fanno ridere perchè fanno dei tripli salti mortali carpiati che nemmeno Yuri Chechi al suo massimo splendore e mi chiedo che bisogno ce ne sia. Raccolgo numeri di telefono come acqua ma poi li lascio lì. "Allora mi chiami tu eh?" - "Sì, sì contaci". E non richiamo. Non ne vale la pena. O magari sì, boh, non lo sapremo mai. Ma mi scoccia il gioco conosciamoci. Dovrei trovare uno che già conosco, così mi risparmio la fatica di dover rifare tutto da capo ogni volta.
Quasi, quasi prendo la rubrica va...

postato da: Modesta alle ore 15:37 | link | commenti (2)
categorie:
12/06/2009

Piccole cose di valore non quantificabile

Raramente mi accade di ricordare le battute di un film visto una sola volta. Anzi, credo non mi sia mai accaduto prima. Ricordo tutto. Dov'ero, con chi, la posizione in cui ero seduta. Quattro, forse cinque anni fa. Questo cortometraggio mi colpì per la dolcezza con cui mi sferrò un pugno allo stomaco. Oggi, grazie alla rete, ritrovo una piccola perla di cinematografia italiana e mi commuovo quando la riconosco alla prima battuta. Sarò scema, ma sì mi commuovo perché la cercavo da tempo. Ho fotografato quei dieci minuti della mia vita e ricordo tutte le decine di sensazioni provate contemporaneamente non appena sono giunta all'ultimo frame.
Mi colpì, e mi colpisce tuttora, la bravura del regista nell'aver saputo narrare questa storia con tanta delicatezza. Non aggiungo altro perchè vorrei che lo vedeste senza sapere nulla, così come lo vidi io. Ma fidatevi merita davvero tanto.




postato da: Modesta alle ore 21:22 | link | commenti (3)
categorie: visioni, consigliato, stati emozionali
08/06/2009

Semplicitudine

Semplificare. E' quello il segreto. Semplificare. Tutto sempre. Perchè per noi "ricchi del mondo", fatta eccezione per alcuni oggettivi impedimenti estranei alla nostra volontà, il resto sono tutti falsi problemi, false difficoltà, ostacoli che esistono solo nel nostro cervello. Hai fame? Mangi. Hai sonno? Dormi. Sete? Pronto un bicchier d'acqua. Per l'uomo, quello che appartiene alla parte fortunata del mondo, i bisogni primari non richiedono troppi ragionamenti. Al primo impulso seguirà un'azione che soddisferà quel bisogno.
Ma noi a differenza degli animali abbiamo un cervello razionale e un cuore sentimentale. E li usiamo. Male, il più delle volte. Cataloghiamo, sezioniamo, analizziamo, questo sì ma anche no, però, poi, forse.  Da lì partono un mare di problemi che si innescano uno dietro l'altro creando una vera e propria reazione a catena.
Perché?

Oggi leggevo i risultati elettorali, e tra le varie minchiate trovo: "ma Lui, non ha raggiunto il tanto enunciato 40% e oltre". Eh? Seguito da un altrettanto disarmante "Eh, ma se sommi tutti i voti della sinistra arriviamo a oltre il 40%".
Appunto.
Se sommiamo, raggruppiamo, semplifichiamo. Sì.
Allora perchè dividere, smembrare, spargere pezzetti al vento?

Su uno dei socialcosi in cui bazzico di recente mi imbatto nel termine "lipstick lesbians" (che è poi la scintilla che mi ha suscitato questa profonda ed originalissima riflessione). Non basta la discriminazione verso gli omosessuali, no. Loro stessi, forse per rispondere ad un insano impulso ancestrale, all'interno del loro gruppo si suddividono in ulteriori sottocategorie nelle quali identificarsi in base a determinate caratteristiche. Perchè? Perchè sono uomini. Non omosessuali. Ma uomini e donne. Con la necessità di catalogare, sezionare, analizzare per trovare un posto che gli appartenga (e complicarsi la vita)

Rapporto di coppia. Stiamo bene insieme? Ci vogliamo, desideriamo cerchiamo? Sì ma mi ricorda... Ho paura ci sono già passata... Sì però meglio di no... Ma se poi lui, ma se poi lei? Ma se poi io? 
Semplificazione.
Sì? Bene. Ce la viviamo e via, quel che sarà, sarà. No? Pazienza.

Sì insomma questa storia del cervello superiore, della massima capacità di discernimento, comprensione, elaborazione, tutta 'sta mente evoluta dell'essere umano a me sembra un po' una fregatura.
Dovevamo semplificare quello che era già semplice di suo ed andare oltre.
E invece guarda un po' come stiamo messi?

Questo post è stato scritto con 3 ore di sonno, senza la minima accortezza verso la sintassi. Ed anche il senso non è molto chiaro. Ora non posso di più.

postato da: Modesta alle ore 22:19 | link | commenti
categorie: punti di vista
06/06/2009

Windy

Svegliata dalle finestre che sbattono, colpa del vento forte che tira da stamattina. Il cielo è grigio, l'aria calda, ovattata. Avrei voluto dormire di più, ancora una volta.
Sono andata a votare con mio padre, non ricordo sia mai accaduto prima e me lo guardo mentre siamo in fila in attesa delle schede. La mia base politica la devo a lui, a quest'uomo d'altri tempi in panciotto e borsalino. Non solo quella gli devo. Mi ha trasmesso valori ormai fuori moda che profumano di onestà, di rispetto, di giustizia. Gliene sarò sempre grata, ma faccio una gran fatica a portarli avanti. E' difficile trovare un equilibrio tra ciò in cui si crede e il mondo reale. E' il trauma più grande che si vive crescendo. Ti insegnano a credere negli altri, a donarti, a lavorare duro, ad amare. Ti ritrovi trentenne a chiedergli: perchè non mi avete detto la verità? Sai che hanno ragione loro. Che non sei tu la disadattata estranea a buona parte dei discorsi che senti, alle vite che incontri, agli sguardi che incroci. Ma qualcosa lì fuori è cambiato. Le persone sono peggiorate.
No, non credo di essere io la malata, la strana, ma appartengo ad una minoranza. E le minoranze si sa, non fanno quasi mai una bella fine. (cit)

postato da: Modesta alle ore 16:01 | link | commenti (2)
categorie: punti di vista, stati emozionali
28/05/2009

Chi è il cieco?

Quando si aprono le porte della metropolitana scendo e lui sta lì. Se ne sta appoggiato al muro, il bastone e gli occhiali scuri. Fermo, immobile. Solo. Lo conosco, l'ho già incontrato altre volte. Mi avvicino e gli chiedo se deve salire sul prossimo treno o se deve andare verso l'uscita. Mi risponde tranquillo "No, no devo andare a casa, mi accompagna?". Da quanto tempo sta fermo lì? "Non é tanto, sono sceso dalla metropolitana che è arrivata prima della sua". Il viso mi si contorce in una smorfia di rabbia, ma tanto lui non può vedermi. Andiamo. Saliamo le scale piano, piano. "Dove abita lei signorì?" -  "Qui vicino, non si preoccupi" - "Ah ok. Io abito a Via XXX" - "Sì, lo so è di strada stia tranquillo". Non posso fare a meno di sorridere quando mi chiede "Ma io e lei ci siamo già viti?"  Visti, è una parola grossa, penso tra me e me. Devo sdrammatizzare. Il fatto che se ne sia rimasto lì immobile, foss'anche per soli cinque minuti, senza che nessuna tra le decine e decine di persone che gli sono passate davanti si sia fermata, mi manda il sangue al cervello e mi deprime allo stesso tempo. "Sì, ci siamo già visti" - "Piacere io mi chiamo Arnaldo" - "Piacere Arnaldo io sono Mod". Mi racconta che torna da un corso di inglese, lo so, so anche che è vedovo, me lo ha raccontato un paio di mesi fa facendo lo stesso tragitto. Mentre camminiamo una bambina col triciclo guidata dalla mamma mi taglia la strada e mi monta sui piedi. Guardo la madre in cagnesco. Fermarsi un secondo no? Passo oltre e la sento gridare piccata "Ahò e mica t'avevo visto scusa eh!". Non mi giro nemmeno. Qualche metro più avanti un gruppetto di persone se ne sta ferma a chiacchierare in mezzo al marciapiede. Io e Arnaldo procediamo, lui col suo bastone, io pendente come la torre di Pisa che tento di stare al suo passo e alla sua altezza. Stavolta la ragazzina monta su di lui. La madre si rivolge all'amica e dice ridendo "Eh, eh. Mica l'avevo visto". Il mio grugnito silenzioso ormai m'ha sformato la faccia. Arnaldo non fa un fiato e sorride. Sto zitta anch'io, ma lancio fulmini dagli occhi. Lo lascio davanti al portone di casa e proseguo per la mia strada pensierosa e affranta.
Mi chiedo chi è il cieco?

postato da: Modesta alle ore 21:50 | link | commenti (2)
categorie: roma, storie metropolitane
24/05/2009

Fermo immagine

Agosto. Uno dei tanti villaggi estivi in cui ho lavorato. No, non è vero non è uno dei tanti, è IL villaggio. Quello che ha dato inizio a tutto. Il posto senza il quale io e te non ci saremmo mai incontrati. Sono seduta a riva. Il cielo di colpo diventa plumbeo. Inizia un acquazzone rinfrescante. Vedo le gocce di pioggia rimbalzare sul mare. I pesci guizzare. Gli ospiti scappano via. Ho solo pochi minuti prima di essere obbligata a rientrare. Se piove, bisogna organizzare qualcosa al chiuso.  Ma io mi godo questo momento magico, questo piccolo spazio di tempo rubato. Ti vedo arrivare dall'altra parte della spiaggia a bordo del tuo windsurf. Lo so che con questo vento non puoi rinunciare. Ti aspettavo. Sparisci a largo guidato dal vento, le braccia muscolose, gli addominali tesi, l'acqua che ti scivola addosso senza incontrare resistenza. E' il tuo habitat naturale, lo è sempre stato. Ti riavvicini a riva. Scendi dalla tavola e mi sorridi. Sei bello come il sole. Lo sono anch'io. Ti avvicini senza parlare, mi dai un bacio e te ne rivai. E' passato tanto tempo, e quei ricordi li conservo con cura. Non sono più dolorosi da un pezzo. Sono ricordi. Belli. Nostri. E' qualcosa che abbiamo vissuto e nessuno ce lo può togliere. So che finalmente dopo anni hai trovato qualcuna che possa starti vicino. Ti chiamerò prima o poi per dirti che sono contenta. Lo farò, perchè è vero, lo sono. Non brucia più, da parecchio. E questi flashback mi ricordano solo quanto sia stata fortunata. Perchè quell'amore lì, almeno una volta, io l'ho provato sulla pelle.

postato da: Modesta alle ore 21:10 | link | commenti
categorie: stati emozionali

Post ozioso da domenica estiva

Che l'estate sia arrivata in anticipo mi pare ormai evidente. Il mio corpo ci ha messo una settimana ad abituarsi al clima insolito. Per la prima volta nella vita il primo contatto con l'acqua di mare è avvenuto a maggio. Le vacanze di agosto sono ancora molto, troppo lontane e temo che non reggerò un mese in più di caldo asfissiante. Rimpiango un po' le fresche serate romane, quando i profumi si fanno più intensi e il venticello fresco ti fa coprire le spalle. Così lo scappo dalla città mi porta in quel del litorale. Mi sono guardata intorno alla scoperta della fauna da spiaggia e ho notato con tristezza che sono aumentati considerevolmente bicipiti tatuati e pettorali gonfi e glabri. Se a un primo impatto la vista di cotanti muscoli rallegra, poi ti assale lo sconforto. Soprattutto dopo aver ascoltato le misere conversazioni e aver osservato Mastro Lindo che si atteggia ad ogni minimo movimento, così che qualsiasi azione, dal togliersi la sabbia dai piedi a stendere l'asciugamano, diventa una ridicola ed ostentata posa da culturista. Sì, certo, non è detto che bisogna parlare per forza, la carne è carne ecc, ecc, ma a tutto c'è un limite. Così ciao, ciao carnaio, finisce che svengo sotto al sole tiepido delle sei e me la dormo alla faccia del tatuaggio selvaggio. Il corpo ringrazia, anche per la mangiata di pesce che viene dopo. L'aria si rinfresca, il cielo diventa multicolore. Alla fine non è poi così male questo odore d'estate. Va tutto bene finchè non supero la barriera invisibile sulla Cistoforo Colombo, quella che segna il confine netto tra frescura da brezza marina e afa da cemento incandescente. Il passaggio è brusco e repentino e realizzi subito che dovrai soffrire ancora cinque giorni prima di tornare a respirare.
Non è vita questa.

postato da: Modesta alle ore 18:51 | link | commenti
categorie: roma
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