Perchè la Gioia è un'arte

...ed in quanto tale richiede attenzione costante e tanta, tanta pratica

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postato da: Modesta alle ore 20:21 | link | commenti
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04/10/2009

Don't stop the music

Vorrei raccontarvi di come, nel giro di pochi giorni, due donne mi abbiano mostrato la bellezza pura descrivendovi i suoni, le voci, le vibrazioni che mi hanno fatto tremare, l'eleganza dei gesti, l'armonia dei corpi, ma temo che le mie parole non rendano onore al merito di tanta bravura. Vorrei farvi sentire quello che ho sentito io, la forza di donne tanto delicate nel loro apparire quanto impetuose nel modo in cui ti travolgono. Entrambe con la chioma fulva e gli occhi di ghiaccio, la pelle di luna e la consapevolezza di essere bellissime.
Vorrei potervi descrivere la sensualità di Tori Amos, la carica erotica nel premere quei tasti bianchi e neri, quel suo modo di mettersi a cavalcioni sullo sgabello più felice del mondo, i tacchi a spillo sui quali in perfetto equilibrio passa indistintamente da un pianoforte a coda alle tastiere, la sua voce limpida e cristallina che esplode su un motherfucker o danza morbida verso la crocifissione.
E poi parlarvi dell'eleganza di Lou Rhodes, che a piedi nudi sorseggia tè in perfetto British style, ringrazia il pubblico in estasi, celando dietro al volto mariano occhi decisi e coscienti di aver rapito gli astanti. Raccontarvi di come sia stata capace, accompagnata dall'inseparabile Andy Barlow, polistrumentista inarrestabile, e da Jon Thorne, acido contrabbassista bohemienne, di sollevarmi sulle ali del suo Gabriel per poi scaraventarmi nel loop del trip-hop e iniziarmi a un viaggio lisergico. Tutto senza mai perdere la compostezza.
Vorrei riuscire a parlarvi di tutto questo, ma non so se sono in grado di trovare le parole.




postato da: Modesta alle ore 17:03 | link | commenti
categorie: music, suoni
07/09/2009

C'è nessuno?

Ferie fatte, è andata bene, sono anche tornata e mi sono ricordata che ho un blog. Quindi passo giusto a fare un saluto al vecchio compagno di merende. Rimetto in ordine le idee e ci rivediamo presto. No, non so quanto presto, ma insomma ci rivediamo. Ok?

postato da: Modesta alle ore 15:37 | link | commenti (3)
categorie:
02/08/2009

Circles

L'età adulta. Perché nonostante tutti i giochi, di questo si tratta. Si diventa "grandi" ogni giorno un pezzetto di più. Non so se sarò mai madre, compagna, non me ne sono mai fatta un problema, nemmeno ora che il così detto orologio biologico ticchetta sempre più veloce. Ma credo di aver capito che non potrò mai essere genitore finché non avrò esaurito il ruolo di figlia.
Accadono una serie di piccole, grandi cose che somigliano ai cerchi concentrici che si formano nell'acqua al lancio di un sassolino. Ma i miei cerchi non si allontanano sempre più fino a sparire com'è naturale. No, i miei cerchi si riavvicinano via, via al centro, al nucleo originario, al primo piccolo pluff generato dal lancio. Si sono allontanati troppo e troppo presto, ed ora hanno bisogno di capire da dove sono stati creati.
Quando avevo più o meno 10 anni mi innamorai del pianoforte. Iniziai a prendere lezioni e già questo era di per sé un miracolo, perchè noi, famiglia proletaria, queste cose da ricchi non ce le potevamo permettere. Nella mia scuola elementare c'era un'insegnante molto brava e paziente che ebbe fiducia in me nonostante fossi l'ultima arrivata. Il mio entusiasmo ed il suo appoggio mi portarono a raggiungere in pochi mesi il livello di preparazione dei miei compagni, che suonavano da molto più tempo di me. Molti di loro avevano un pianoforte a casa, io no. Così un amico di famiglia mi regalò una tastierina bontempi minuscola, e a me pareva il più bel pianoforte a coda che potesse esistere sul pianeta. Passavo ore a esercitarmi su scale e brani classici che ci davano da studiare, e a cercare di rifare ad orecchio i pezzi pop che andavano all'epoca. Ricordo bene "shout" dei Tears for Fears. Che soddisfazione quando le mie piccole dita riuscivano a riprodurre lo stesso suono.
La scuola finì, e con essa le mie lezioni di pianoforte. Iniziarono gli anni delle medie, le prime cotte, l'adolescenza. La musica restò parte essenziale delle mie giornate, ma solo in qualità di ascoltatrice. Sapevo che la mia impossibilità era stata solo economica, che se i miei genitori avessero potuto mi avrebbero volentieri aiutato a studiare e ad andare avanti. Ma intimamente, una piccola parte di me, era arrabbiata con loro, perchè ai miei occhi non avevano compreso il talento e le doti che tutti gli addetti ai lavori mi attribuivano. Perchè investire in una figlia che vuole fare l'artista non dà frutti. Non è un lavoro, non ti fa mangiare.
Negli anni la musica ha continuato ad accompagnarmi fedelmente. Ho frequentato studi di registrazione, scuole di musica, ho avuto relazioni con musicisti, ma non ho più provato a suonare, a parte qualche rara ecccezione. Avevo rinunciato al sogno e mi accontentavo di ammirare i sogni degli altri. Queste cose si iniziano da bambini e poi si portano avanti. Non si diventa concertisti o musicisti affermati iniziando a suonare a 30 anni. Ma è davvero questo il punto? Diventare musicisti affermati?
Sono stata a trovare i miei genitori. Mio padre sorrideva felice. "Ho una sorpresa per te. Una sorpresa che non puoi immaginare". E non avrei davvero potuto immaginarla. E così ho capito. Quella che per me è stata una dolorosa rinuncia, è stato un altrettanto doloroso rifiuto per loro. Ma io, al tempo, non lo capii.
Sono passati più di vent'anni ed oggi, a 35 anni, ho toccato con mano il mio primo pianoforte.

postato da: Modesta alle ore 22:40 | link | commenti (2)
categorie: cronache familiari, stati emozionali
20/07/2009

Disturbi

Ho fatto un brutto sogno. Uno di quei sogni che se non avessi interrotto forse avrebbe avuto qualcosa in più da dirmi. Un viaggio onirico che mi ha scaraventato indietro di quasi vent'anni. Mi sono svegliata nel cuore della notte con l'ansia, la paura e la voglia di fare una telefonata per chiedere se andava tutto bene. Ma non potevo. Non si chiamano le persone alle 5 del mattino. Così ho telefonato stamattina per sentire dall'altra parte della cornetta una voce sorridente che mi rassicurava dicendomi che sì, è tutto ok. Ma il senso di straniamento che mi accompagna da quando sono sveglia non se ne vuole andare. Qualcosa nella testa mi dice che non lo devo dimenticare, che ci sono io in quel sogno come non mai. Ci sono i pensieri e le angosce nascoste tra le pieghe, i nodi irrisolti.
E' estate. Il caldo va e viene a seconda dei giorni, a quanto pare anche il sole è lunatico quest'anno. Io sto. Sento il vento cambiare, la freccia gira, come in Mary Poppins, ma non ho ancora capito in quale direzione soffi.
Alla fine quella che credevo essere una potenziale bella amicizia è svanita nel nulla e pur con tutta la comprensione e il bene del mondo davanti a frasi come "sì anche io ti volevo salutare ma poi ci penso e non lo faccio", lascio stare. Mi cadono le braccia e mi dispiace ma lascio stare. Sono delusa, parecchio. Ma pazienza. Ogni tanto dimentico che non siamo tutti uguali e che non tutti diamo importanza alle stesse cose. Sono i piccoli dettagli che fanno la differenza tra le persone. Fanno una differenza tale che l'altra persona probabilmente nemmeno se ne accorge. Ma tant'è. Se tutto fa brodo, anche questo a qualcosa servirà. Non so ancora a cosa, ma dicono che funzioni così.
Però che peccato.

postato da: Modesta alle ore 12:45 | link | commenti
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10/07/2009

Le persone cattive fanno della rabbia e dell'irascibilità il loro cavallo di battaglia. Ci godono a metterti in difficoltà, ad attaccarti. Cercano il tuo punto debole e poi ti atterrano.
Ma c'è anche la rabbia che nasce dall'impotenza. E' quella di chi reagisce con irruenza non per cattiveria, non per colpire. Ma per difendersi. Dall'impossibilità di azione, dalle emozioni represse, dall'inaspettato, da sè stessi.
Le differenze sono tante. Basterebbe essere presenti e guardare negli occhi la persona che ci ha apparentemente attaccato, per capire che quella è tutt'altro che rabbia.

postato da: Modesta alle ore 14:53 | link | commenti
categorie: stati emozionali
02/07/2009

Caro blog

Splinder mi fa gli scherzi ultimamente. Pubblico un post che poi non mi fa vedere, da qualche parte c'è, gughelrider lo fidda ma nessuno lo legge. Forse s'è offeso un po' che ultimamente la trascuro, ma non me ne voglia Sig. Blog, è un periodo strano dove se da una parte affido sempre meno pensieri e sfoghi a lei, dall'altra esploro i socialcosi e mi spingo addirittura agli incontri vis-à-vis.
Sono passati un paio d'anni da quando ho aperto questo spazio (ha ragione, mi scusi ho anche dimenticato il suo compleanno). Ho già detto più volte che iniziare a scrivere qui ha coinciso con un momento particolare, con un punto doloroso messo dopo anni di tira e molla e di incomprensioni. Qualcosa finiva, qualcos'altro iniziava. Oggi nascondo pensieri ed emozioni proprio a chi tempo fa volevo li leggesse, per forza di cose, perché deve essere così, anche se si fa un po' di fatica ad accettarlo. Quello che non mi aspettavo è che anche in the net ci si abituasse a piccole cose, ci si affezionasse alle persone. Un saluto mattutino, uno scambio di battute, l'attesa per una risposta, o per un pallino che da grigio diventa verde. Piccole azioni quotidiane diventate un punto fisso come il caffè del mattino. E fa strano non dover aspettare più nulla. Sì le sembrerà ridicolo e magari un po' di ragione ce l'ha anche lei, è ridicolo, che vuole che le dica, non ci credevo nemmeno io. Eppure proprio come in the real life quando le cose cambiano ti devi riabituare. Nell'elenco dei messaggi che arrivano, quel nome prima sempre in alto, piano, piano sparisce dalla prima pagina e resta indietro, portandosi con sè parecchie cose. 
Più di tutte emerge una banale verità: le parole sono soltanto parole e nella maggior parte dei casi non corrispondono alla realtà dei fatti e dei sentimenti. Le persone, chissà poi perché, non dicono quasi mai quello che sentono davvero, finchè non si ritrovano a dover fare i conti per forza e sono costretti a scoprire le carte. Si dicono tante cose per carineria, per ruffianeria, per attirare l'attenzione o al contrario per allontanarla, ma se quelle parole non sono accompagnate da uno sguardo, da un'azione, tali restano, parole. E non ci si metta anche lei, lo so che c'era da aspettarselo, ma quando il "me lo dovevo immaginare" diventa "è così, punto", ci si resta male, poi mi dia pure dell'idiota non mi offendo, anzi me lo dico da me. Fatto sta che anche questa rete ultimamente mi sta un po' stretta, un po' perchè non sono brava a limitarmi e a fare la diplomatica, un po' perchè next time, semmai ci sarà una prossima volta, sarà per forza di cose diverso. No, no stia tranquillo non le attacco un pippone su quanto si rimanga feriti e sfiduciati verso il genere umano tutto, perchè poi in realtà non è così e non è questo il punto. Ma la prima volta, in tutto anche nel web, è quella più spontanea perchè c'è la novità, il non conoscere le conseguenze, gli ostacoli, tutti gli aspetti negativi della situazione. Te la vivi per come viene, senza un termine di paragone, un confronto con un'esperienza precedente ecc, ecc. Ingenuità dice? Forse, ma direi più genuinità, almeno per quanto mi riguarda.
Ora mi ritrovo nella situazione del se non vedo non credo (non che mi riesca difficile, teoria già ampiamente applicata alla "vita reale") però non è bello. Si perde un po' in spontaneità non trova? Sì, sì lo so non ci si deve mai aspettare nulla, tantomeno in una situazione assurda, quasi ridicola oserei dire, come questa. Ma che ci vuole fare? Sono un essere umano anch'io e come tale imperfetto, ed ho la capacità di ficcarmi nelle situazioni più nebulose. E' che ogni tanto me lo dimentico, soprattutto quando individuo uno spirito affine, ma questa è un'altra storia.
E' un post inutile questo? Dice? Ma no, va segnato sul calendario invece, alla voce "Mod ricorda bene" così magari in futuro non ci si ricasca.
...a ripensarci ha ragione lei, non serve, so che non accadrà di nuovo. Allora facciamo che ce lo teniamo per sugellare una fine? Vogliamo metterla così?
Mi stia bene e non si offenda; lo vede che ogni tanto ripasso ad aggiornarla? Ancora non l'ho dimenticata devo prima finire di dimenticare altre cose.
La saluto.
Mod

ora mi raccomando, me lo pubblichi tra un paio di giorni anche questo eh

postato da: Modesta alle ore 17:09 | link | commenti (2)
categorie: punti di vista, stati emozionali
21/06/2009

Solstizio

Cambia il vento. La ruota continua a girare. E' di nuovo estate.

postato da: Modesta alle ore 02:44 | link | commenti
categorie: prima di andare a dormire
19/06/2009

Ok mi sforzerò

Preferisco il lato oscuro delle cose”, dice l’attrice Janeane Garofalo. “Per me il bicchiere è sempre mezzo vuoto. E incrinato. Mi taglia il labbro e mi spezza un dente”. Ti consiglio, Acquario, di evitare un atteggiamento simile nei prossimi giorni. Secondo la mia analisi dei presagi astrali, la realtà sarà più malleabile del solito e assumerà la forma delle tue aspettative. Perciò, Acquario, sforzati di vedere un bicchiere elegante, intatto e mezzo pieno di una bevanda squisitamente salutare.

Brezsny

postato da: Modesta alle ore 12:46 | link | commenti
categorie: oroscopo
16/06/2009

Chiacchiere a caso senza importanza

E' un periodo di stanca. Arrivano input, segnali, inviti ma io resto qui che annuso e mi guardo intorno. Non cerco di essere brillante, non vado a caccia di consensi di nessuna natura. Sto. E non c'entrano delusioni, mancanze, aspettative disattese. No, quelli sono solo normali incidenti di percorso. Sarà l'estate, il caldo, che ogni anno che passa sopporto sempre meno. Ogni tanto arrivano buone notizie davvero inaspettate a colorare le giornate. Cazzeggio sui vari socialcosi e mi rendo conto che sto ben lontana da qualsiasi discussione seria possa aprirsi. Questo blog giace in attesa di un colpo di vitalità, che non mi viene niente da scrivere, o magari mi verrebbe pure ma mi sono intrappolata da sola. Non posso più scrivere qualsiasi cosa pensi. Non ora almeno.
Di recente ho passato un weekend fuori e mi sono ritrovata nel ruolo di aliena partecipativa. Ho interagito, parlato, riso, scherzato. Ma la mia testa era altrove e a dirla tutta mi sono anche annoiata un po'. Ho guardato il mondo da un oblò ma non è servito. Circondata da un panorama mozzafiato avrei mollato tutti e mi sarei andata a fare una bella passeggiata, però si è messo a piovere, quindi ho continuato a far finta di partecipare. In compenso ho mangiato quintali di carne alla brace e bevuto litri di vino. Tutte 'ste coppiette iniziano a darmi fastidio.
Ho assistito alla coalizione di donne inviperite contro la single bella figa di turno e mi sono sentita a disagio. Io ero immune al veleno solo perchè parte del gruppo, ma mi stava più simpatica la single figa. E voi donnine che fate i taglia e cuci solo per gelosia state male, fatevelo dire.
Da animale sociale che ha bisogno di esprimere, condividere, parlare mi stupisco della costante ricerca di silenzio. Mi sento un po' snob ma mi annoiano le chiacchiere fatte tanto per passare il tempo camuffate da conversazioni serie. Ecco allora che entrano in gioco i socialcosi, che lì posso cazzeggiare trenta secondi e poi disinteressami completamente al resto della conversazione che tanto nessuno si offende.
Ogni tanto qualcuno mi punzecchia e affonda la lama. E lo so che ha ragione, ma io ho i miei tempi. Sono una gran rompiscatole, ma non giudico mai nessuno e non punto il dito. Mi arrabbio ma mi passa subito. Sapere che c'è chi si prende la briga di fare le pulci alle mie storie sentimentali (alle mie spalle, oltretutto) mi infastidisce un po'. Un amico non giudica, semmai si incazza se non è d'accordo e te lo dice, ma non giudica mai. E soprattutto chi ha il diritto di parlare di una relazione di coppia? Solo i due diretti interessati sanno davvero come sono andate le cose quindi non fatemi girare le palle per favore e fatevi gli affari vostri. E poi cacchio è passata una vita ma saranno fatti miei se sono single o devo venire a spiegarlo a voi?
Intanto il parco bambini si allarga e continuano ad arrivare notizie di pance piene e papà terrorizzati. Sì, sì tanti auguri a tutti, ma mi sa tanto che devo cambiare compagnia che a me pure 'sta storia della zia me piace poco.
Speravo di poter partire quest'estate ma una serie di spese impreviste tra aprile e maggio mi hanno ricordato che non guadagno quanto un amministratore delegato e quindi boh, non si sa, mi sa di no, ma con chi?
Basta che c'è la salute, dicono così. Ieri sera dimentico completamente la disinfestazione, non chiudo finestre, non copro alimenti e stendo pure i panni. Così, per non farmi mancare nulla. Ancora respiro, a quanto pare. Devo avere qualcosa di felino oltre al sengo zodiacale cinese, ma se faccio un rapido conto mi sa che me ne sono rimaste poche di vite.
E poi ci sono loro, l'ommini. Che mi fanno ridere perchè fanno dei tripli salti mortali carpiati che nemmeno Yuri Chechi al suo massimo splendore e mi chiedo che bisogno ce ne sia. Raccolgo numeri di telefono come acqua ma poi li lascio lì. "Allora mi chiami tu eh?" - "Sì, sì contaci". E non richiamo. Non ne vale la pena. O magari sì, boh, non lo sapremo mai. Ma mi scoccia il gioco conosciamoci. Dovrei trovare uno che già conosco, così mi risparmio la fatica di dover rifare tutto da capo ogni volta.
Quasi, quasi prendo la rubrica va...

postato da: Modesta alle ore 15:37 | link | commenti (2)
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